Siracusa non è solo Ortigia: cosa vedere oltre l’isola

Ci avete chiesto cosa c’è da visitare se si è già vista l’isola di Ortigia.

La risposta è: moltissimo.

Quando si parla di Siracusa, infatti, si tende spesso a identificare l’intera città con Ortigia. È comprensibile: l’isola rappresenta il suo centro storico, custodisce alcuni dei monumenti più conosciuti ed è probabilmente la zona più fotografata dai visitatori.

Ma Siracusa non finisce dopo i suoi ponti.

Fuori da Ortigia si trovano alcuni dei luoghi fondamentali per comprendere la storia della città: teatri scavati nella roccia, antiche cave di pietra, catacombe, musei, santuari e aree naturali affacciate sul mare.

Ecco cosa vedere per scoprire un volto diverso, e spesso meno raccontato, di Siracusa.

Il Parco Archeologico della Neapolis

Il primo luogo da visitare è senza dubbio il Parco Archeologico della Neapolis, una delle aree archeologiche più importanti della Sicilia.

Al suo interno si trovano il Teatro Greco, l’Anfiteatro Romano, l’Ara di Ierone II e le antiche latomie, le grandi cave dalle quali veniva estratta la pietra utilizzata per costruire la città. Tra queste si trova anche la Latomia del Paradiso, dove si apre la celebre grotta conosciuta come Orecchio di Dionisio.

Il Teatro Greco è certamente il monumento più conosciuto del parco. Ancora oggi, durante la stagione delle rappresentazioni classiche, torna a essere un teatro vivo, capace di accogliere il pubblico proprio come avveniva nel passato.

La visita richiede tempo, soprattutto durante i mesi più caldi. Il nostro consiglio è di arrivare al mattino, portare con sé dell’acqua e scegliere scarpe comode: gran parte del percorso si svolge all’aperto.

Il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi

A poca distanza dal Parco Archeologico si trova il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, uno dei più grandi musei archeologici europei per estensione degli spazi espositivi.

Le sue collezioni raccontano la storia di Siracusa e della Sicilia sud-orientale attraverso reperti preistorici, greci e romani provenienti dal territorio. È il luogo ideale per dare un contesto a ciò che si è osservato all’interno della Neapolis e comprendere quanto fosse vasta e importante l’antica città.

Non consideratelo soltanto un’alternativa per una giornata di pioggia. Il museo merita una visita indipendentemente dal clima, soprattutto per chi desidera conoscere Siracusa oltre i suoi monumenti più famosi.

Nella stessa zona si trova anche il Santuario della Madonna delle Lacrime, immediatamente riconoscibile per la sua forma moderna e per l’imponente struttura che domina il profilo della città.

Le Catacombe di San Giovanni

Siracusa conserva un’estesa città sotterranea fatta di gallerie, tombe e antichi luoghi di culto.

Tra i complessi visitabili, uno dei più importanti è quello delle Catacombe di San Giovanni, situato sotto i resti dell’omonima basilica. Il percorso attraversa ambienti scavati nella roccia e conduce alla Cripta di San Marciano, uno dei luoghi simbolo delle origini cristiane della città.

È una visita completamente diversa da quella di Ortigia: silenziosa, sotterranea e particolarmente suggestiva. Proprio per la struttura del sito, l’accesso avviene attraverso visite organizzate, quindi è sempre consigliabile controllare in anticipo giorni e modalità di ingresso.

La Borgata Santa Lucia e il Caravaggio

Non lontano dalle catacombe si trova il quartiere della Borgata Santa Lucia, una zona spesso attraversata velocemente, ma strettamente legata alla storia della patrona di Siracusa.

Il cuore del quartiere è Piazza Santa Lucia, sulla quale si affacciano la Basilica Santuario di Santa Lucia al Sepolcro e il piccolo tempio ottagonale che ricorda il luogo della sepoltura della Santa.

All’interno della basilica si trova il Seppellimento di Santa Lucia, la grande tela realizzata da Caravaggio nel 1608 durante il suo soggiorno siracusano. L’opera rappresenta uno dei motivi principali per spingersi fuori dal tradizionale percorso turistico dell’isola.

La Borgata permette anche di osservare una Siracusa più quotidiana: mercati, piccole attività, edifici popolari e strade vissute dai residenti. Non possiede l’eleganza barocca di Ortigia, ma racconta una parte autentica della città.

Le Latomie dei Cappuccini

Tra i luoghi meno conosciuti dai visitatori ci sono le Latomie dei Cappuccini, una delle cave di pietra più antiche e suggestive di Siracusa.

Scendendo al loro interno ci si ritrova circondati da alte pareti rocciose, vegetazione e passaggi scavati nel calcare. È difficile immaginare, osservando questo spazio verde e silenzioso, che in passato la pietra estratta dalle latomie abbia contribuito alla costruzione di molti edifici della città.

Il luogo ha un’atmosfera molto diversa rispetto alle latomie comprese nel Parco della Neapolis. È meno frequentato e permette di comprendere quanto il paesaggio di Siracusa sia stato modellato, nei secoli, dall’incontro tra natura e attività umana.

Prima di raggiungerlo è opportuno verificare l’effettiva apertura e la disponibilità delle visite.

Il fiume Ciane e le Saline di Siracusa

Siracusa non è soltanto archeologia. A pochi chilometri dal centro si trova la Riserva Naturale Orientata Fiume Ciane e Saline di Siracusa, istituita per proteggere il papiro che cresce lungo il corso del fiume e l’ecosistema della zona umida delle saline.

Il Ciane è uno dei luoghi più particolari del territorio siracusano. Qui il paesaggio cambia completamente: il traffico cittadino lascia spazio all’acqua, alla vegetazione e al volo degli uccelli che popolano la riserva.

È possibile scoprire alcune zone attraverso percorsi naturalistici o escursioni sul fiume. L’esperienza è particolarmente piacevole per chi viaggia lentamente, ama la fotografia naturalistica o desidera trascorrere qualche ora lontano dalle aree più affollate.

Il mare del Plemmirio

Per vedere un’altra parte di Siracusa bisogna dirigersi verso la costa sud e raggiungere l’Area Marina Protetta del Plemmirio.

La riserva comprende un lungo tratto di costa caratterizzato da scogliere, calette, fondali e numerosi accessi al mare, indicati localmente con il nome di “sbocchi”. L’area può essere esplorata attraverso itinerari terrestri, percorsi balneari e attività subacquee, nel rispetto delle regole previste per le diverse zone di tutela.

Il Plemmirio non è una singola spiaggia, ma un territorio molto ampio. Alcuni accessi sono semplici, altri più rocciosi e impegnativi. Prima di partire è quindi importante scegliere lo sbocco più adatto alle proprie esigenze e portare con sé tutto il necessario, perché non tutte le zone dispongono di servizi.

Al tramonto, soprattutto nei punti rivolti verso Ortigia e il Porto Grande, il paesaggio regala una prospettiva completamente diversa sulla città.

Un possibile itinerario fuori da Ortigia

Avendo a disposizione un’intera giornata, potete iniziare dal Parco Archeologico della Neapolis e proseguire con il Museo Paolo Orsi oppure con le Catacombe di San Giovanni.

Nel pomeriggio potete raggiungere Piazza Santa Lucia per visitare la basilica e osservare il dipinto di Caravaggio. Per concludere la giornata, scegliete una passeggiata nella natura lungo il Ciane oppure spostatevi verso il Plemmirio per vedere il mare al tramonto.

Naturalmente non è necessario visitare tutto nello stesso giorno. Siracusa merita tempo, ed è proprio uscendo dai percorsi più immediati che si scoprono i suoi diversi livelli: la città greca, quella romana, quella cristiana, i quartieri moderni e il paesaggio naturale che la circonda.

Siracusa continua oltre i ponti

Ortigia è il cuore storico e scenografico di Siracusa, ma non è l’intera città.

Limitarsi all’isola significa perdere una parte importante della sua storia e del suo territorio. Basta attraversare i ponti e proseguire oltre le strade più frequentate per incontrare una Siracusa meno fotografata, ma non per questo meno interessante.

Una città scavata nella pietra e nel sottosuolo, attraversata da un fiume di papiro e affacciata su un’area marina protetta.

Perché Siracusa non è solo Ortigia. Ortigia è semplicemente il punto da cui iniziare.